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Diagnosi preimpianto, le coppie lanciano appello al ministro Lorenzin

L’Associazione Luca Coscioni e le associazioni di coppie che accedono alla fecondazione medicalmente assistita hanno scritto al Ministro della salute Beatrice Lorenzin e al Comitato LEA, chiedendo di aggiornare i livelli di assistenza con la diagnosi preimpianto e rendere possibile accedere realmente a tutte le tecniche di PMA, inclusa la diagnosi preimpianto, anche nelle strutture pubbliche perché il limite economico non sia un ostacolo ad avere una famiglia con dei figli.

Quello che viene richiesto è:

  • la definizione delle tariffe per le tecniche di queste prestazioni perché, ad un anno dall’aggiornamento, il fabbisogno dei pazienti è disatteso oggi come ieri;

  • la previsione, nei LEA, delle indagini DGP/PGS, affinché siano considerate a tutti gli effetti parte integrante delle diagnosi prenatali;

  • la pubblicizzazione del numero di gravidanze con indagini cliniche di preimpianto, ed il numero di embrioni non idonei per una gravidanza, perché per le coppie e per la comunità scientifica è importante avere tali informazioni che attualmente risultano raccolte dal REGISTRO PMA ma non sono presenti nella relazione al Parlamento.

Quello che viene denunciato è:

  • La mancanza di strutture pubbliche che erogano la PGD/PGS

In Italia, tutti i centri autorizzati ad applicare tecniche di fecondazione in vitro ai sensi della l.40/04 sulla procreazione medicalmente assistita, dovrebbero erogare le indagini diagnostiche preimpianto. La Legge 40 prevede che la coppia può chiedere di conoscere lo stato di salute dell’embrione/blastocisti, prima del trasferimento in utero. Ma non è così : ad oggi infatti i centri di PMA sono 354 di cui 112 pubblici, e solo 5 strutture eseguono queste tecniche di diagnosi clinica preimpianto.

  • I costi non sostenibili da tutti

Con l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza nel 2017, per la prima volta abbiamo visto l’inserimento di tutte le tecniche di PMA, ma non si fa alcun cenno alle tecniche applicate di routine in tutti i paesi europei (Italia compresa) per la diagnosi genetica di preimpianto (DGP).

  • La mancanza di trasparenza

Nella relazione al Parlamento che ai sensi della legge 40/04 il Ministro della salute presenta ogni anno, non sono presenti i dati che riguardano le gravidanze con tecniche di PMA e indagine diagnostica preimpianto e neppure i dati sul numero di embrioni criocoservati a seguito di pgd non idonei per una gravidanza.

SOSTIENI ANCHE TU QUESTE RICHIESTE AL MINISTRO LORENZIN: FIRMA L’APPELLO

Primi firmatari dell’appello:

  • Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
  • Laura Pisano, presidente Associazione L’ Altra Cicogna
  • Federica Casadei, presidente Associazione Cerco un bimbo
  • Rossella Bartolucci, presidente Associazione SOS infertilità
  • Angelo Gabriele Aiello, presidente associazione Un Bambino.it
  • Teresa Bilotti, segretario associazione Amica Cicogna
  • Alfredo Zuppiroli, presidente associazione Liberi di decidere
  • Mario Gambera, presidente associazione HERA
  • Laura Volpini, presidente associazione AIDAGG
  • Massimo Clara e Marilisa D’Amico, associazione VOX Diritti