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Influenza stagionale: i vaccini adiuvati conferiscono maggiore protezione nella popolazione over 65

Nuovi risultati presentati in occasione del Congresso dell’European Scientific Working group on Influenza (ESWI) a Riga indicano che il vaccino adiuvato produce una migliore risposta immunitaria contro l’influenza nella popolazione over 65 rispetto al vaccino non-adiuvato. Il vaccino “adiuvato”, cioè potenziato, irrobustisce la risposta immunitaria indotta dal virus influenzale inattivato contenuto nel vaccino stesso. Tali vaccini sembrano infatti offrire una maggiore protezione anche in quegli anni in cui il virus influenzale subisce modificazioni strutturali, durante la stagione invernale, e quello contenuto nel vaccino non corrisponde esattamente a quelli in circolazione. Il modello, presentato da James Mansi, Responsabile Mondiale, Medical Affairs, Seqirus, ha predetto una maggiore protezione indotta del vaccino antinfluenzale trivalente adiuvato rispetto al vaccino antinfluenzale trivalente convenzionale negli adulti di età pari o superiore ai 65 anni per tutti i ceppi testati, sia quelli corrispondenti sia i ceppi di virus influenzale che hanno subito modificazioni strutturali rispetto a quelli utilizzati per produrre il vaccino. Per i due ceppi influenzali di tipo ‘A’ il modello predittivo ha indicato per il vaccino adiuvato una maggior protezione del 30% nei confronti del virus A/H1N1, del 40% contro il virus A/H3N2, e una maggiore efficacia del 12% contro il virus influenzale di tipo B rispetto al vaccino non-adiuvato. Tali dati sono confermati anche dagli studi di HTA condotti sia in Italia che nel Regno Unito. In Italia sono infatti quasi 30.000 i casi di influenza che si potrebbero prevenire negli over 65 passando al vaccino adiuvato. Un effetto che si otterrebbe persino con i bassi livelli attuali di copertura vaccinale nella popolazione italiana di età pari o superiore ai 65 anni, di cui mediamente meno della metà si vaccina nella stagione influenzale. “In questo gruppo di popolazione il vaccino adiuvato è stato più efficace nel prevenire i casi di influenza rispetto ai vaccini trivalenti non-adiuvati e più economico rispetto ai vaccini antinfluenzali quadrivalenti,” ha dichiarato il Professor Stefano Capri dell’Università US_GLB_FLUD_0917_0017 Cattaneo LIUC. “La superiorità clinica in questa popolazione può essere dovuta al fatto che i vaccini non-adiuvati determinano una protezione inferiore nei confronti dei ceppi virali di tipo ‘A’, che sono quelli che colpiscono maggiormente gli anziani”. “L’impiego del vaccino adiuvato rappresenta la migliore opzione preventiva contro l’influenza negli ultrasessantacinquenni in Italia, sia dal punto di vista della salute, sia economico” ha affermato il Dottor Marco Barbieri del Centro di Farmaco economia dell’Università di York, Regno Unito, che ha collaborato con il Professor Capri allo studio. “E’ altresì importante cercare di aumentare la copertura vaccinale negli over 65enni portandola dall’attuale 50% all’obiettivo del 75% fissato dal Consiglio d’Europa e questo dovrebbe essere effettuato impiegando l’approccio più efficace ed economico”. Nel Regno Unito, invece, si potrebbero evitare oltre 1.700 decessi annui per influenza con una spesa aggiuntiva contenuta per il servizio sanitario nazionale. Passare dai vaccini antinfluenzali convenzionali al vaccino adiuvato, recentemente introdotto nel Regno Unito, consentirebbe di prevenire circa 200.000 casi di influenza in chi ha 65 anni o più d’età con una riduzione del ricorso al medico di base stimata in 21.800 casi. “Analisi farmacoeconomiche mostrano costantemente che vaccini antifluenzali più efficaci sono di grandissimo valore negli anziani” ha aggiunto il Dottor Marco Barbieri “Riducono le visite dal medico di base, i ricoveri ospedalieri e gli episodi di malattia grave, e ovviamente aiutano gli anziani a mantenersi sani e autonomi”. “Questi risultati” ha concluso “indicano che l’impiego del vaccino adiuvato contro l’influenza è un’opzione costo-efficace per i programmi vaccinali sia per il sistema sanitario inglese che per quello italiano”.