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Tumori al seno, meglio optare per la chemio

Una ricerca presentata all’Esmo (European Society for Medical Oncology) ha dimostrato che nel 25% dei casi anche i tumori al seno di dimensioni ridotte possono avere un’alta aggressività: contrariamente a quanto si credeva, dunque, è consigliabile che in ogni caso le pazienti vengano trattate tramite chemioterapia.

Per questo studio sono state prese in esame 826 donne con tumore al seno allo stadio iniziale e di grandezza inferiore al centimetro: 196 di loro presentavano un basso rischio clinico ma, al contempo, un alto rischio genico. Solo alcune pazienti sono state sottoposte a chemioterapi e, dopo 5 anni dalla comparsa del cancro, pochissime di loro presentavano ricadute: è lecito, allora, affermare che le donne abbiano tratto evidenti benefici dalla chemioterapia, nonostante i loro tumori avessero dimensioni minime.

I dati raccolti hanno evidenziato che a lungo andare circa 1 paziente su 4 con piccoli tumori al seno rischi il riformarsi di metastasi, ragion per cui è lecito pensare che tutte trarrebbero evidenti vantaggi dalla chemio. In base ai soli dati clinici si potrebbe dire che questi tumori non siano particolarmente aggressivi, ragion per cui tali pazienti non necessiterebbero della chemio: secondo questo studio, però, il 25% di tali piccoli tumori sembrerebbe presentare un profilo genomico decisamente aggressivo.

Questo studio ha dimostrato comee non sia importante solo la dimensione del tumore al seno, ma anche la sua biologia dello stesso cancro.