Sonia_Viale_30_Gen_2017

Viale attacca la Lorenzin: “Ma quale Veneto, il ministro pensi alle regioni ‘rosse'”

“Il ministro Lorenzin attacca il Veneto ma non dice nulla sulla bocciatura della vie adottate da Toscana, Emilia Romagna e Lazio da parte del Garante della Privacy che, da un lato ha autorizzato le scuole ad inviare gli elenchi degli iscritti dalle ASL ma, dall’altro, non ha autorizzato la restituzione dei dati sensibili dalle ASL alle scuole. Il ministro, ancora turbata dalla sconfitta sul referendum, lasci stare il Veneto e si occupi, piuttosto, di queste tre regioni che lunedì dovranno far entrare tutti i bambini negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, non si sa se in violazione delle indicazioni del Garante”. Così la vicepresidente della Regione Liguria Sonia Viale, in merito all’intervista rilasciata dal ministro Lorenzin ad un quotidiano nazionale.
“Questo governo – aggiunge la vicepresidente Viale – ha parlato di ‘emergenza’ rispetto alla necessità dei vaccini. Come responsabile della Sanità in Liguria io, ovviamente, sono favorevole ai vaccini. Ma è ormai innegabile che alla fine questa legge si stia rivelando un autentico fallimento, come molte Regioni tra cui Liguria, Lombardia e Veneto in testa, avevano denunciato fin dall’inizio: da lunedì nulla cambierà, perché tutti i bambini e i ragazzi, vaccinati o non vaccinati, entreranno negli asili, nelle scuole dell’infanzia e nella scuola dell’obbligo. L’unico risultato ottenuto da questa legge sarà quello di aver fatto preoccupare le famiglie e intasare gli uffici sul territorio, senza contare l’utilizzo di tonnellate di carta. Questo gran parlare da parte del ministero di ‘emergenza’ e di ‘epidemie’ non ha fatto altro che creare allarmismi tra le famiglie, per poi tornare comunque alla situazione di partenza. Di fronte a questo fallimento – aggiunge la vicepresidente Viale – il ministro non ha trovato nulla di meglio da fare che attaccare le ASL, che sono state in prima linea nel mese di agosto ad affrontare tutti i problemi che la Lorenzin si è rifiutata di affrontare per tempo in Conferenza delle Regioni. La verità è che, come dicevamo fin dall’inizio, se si vuole parlare seriamente di vaccinazioni bisogna prendersi il tempo necessario e bisogna realizzare una approfondita e mirata campagna di comunicazione per formare e informare le famiglie su un tema così delicato e importante per la salute dei loro figli. E oggi il ministro, per nascondere il grave e colpevole ritardo nell’avvio di una seria campagna di comunicazione sul tema, proclama che ripulirà la rete dalle ‘fake news’, che in realtà hanno potuto proliferare semplicemente a causa della mancanza di autorevolezza del messaggio politico di questo governo. Inoltre – conclude – annunciare oggi, come ha fatto il ministro, l’avvio in futuro della campagna di comunicazione, a distanza di diversi mesi dal decreto legge e ad apertura degli asili nido e delle scuole dell’infanzia in parte già avvenuta, è semplicemente vergognoso”.