meningite

Nel 2016 sono stati ben 1700 i casi di meningite da pneumo e meningococco

Nel 2016, in Italia, sono stati 1.462 i casi di meningite e sepsi dovuti a pneumococco e 232 quelli dovuti a meningococco, ovvero 1.694 in tutto. Mentre per i primi 3 mesi del 2017 se ne contano rispettivamente 300 e 65. Numeri in crescita rispetto agli anni passati anche se la maggior parte dei contagi sarebbero prevenibili con la vaccinazione. Lo evidenzia il nuovo rapporto sulla sorveglianza nazionale delle malattie batteriche invasive, coordinato dal dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e pubblicato sul sito Epicentro. Nel 2016 sono stati segnalati 1.462 casi di malattia invasiva da Streptococcus pneumoniae (pneumococco) con un trend in aumento rispetto al 2014 (955 casi) e al 2015 (1250) e la crescita ha interessato adulti di età superiore ai 64 anni. La Regione in cui si è verificato l’aumento più consistente è la Lombardia (da 354 casi nel 2014 a 532 casi nel 2015 e 576 nel 2016). Nel 2016 sono stati segnalati 232 casi di malattia invasiva da Neisseria meningitidis (meningococco), con un trend in aumento rispetto al 2014 (189 casi) e al 2015 (164). L’incidenza è maggiore nella fascia di età 0-4 anni e in particolare nel primo anno di vita, in cui supera i 4 casi per 100.000 persone. Il numero dei casi di infezioni invasive da Haemophilus influenzae (emofilo) rimane limitato nel 2016 (140), sebbene si confermi un incremento: nel 2015 erano 131, nel 2014 erano 106. In particolare, nel 2016 si è osservato un aumento di casi rispetto all’anno precedente in Veneto (da 8 a 21) e nelle Marche (da 1 a 6). “L’aumento per lo pneumococco – si legge sul rapporto – potrebbe essere dovuto principalmente ad un aumento della sensibilità diagnostica e a una maggiore attenzione al problema. L’incremento, invece, del numero delle infezioni invasive da meningococco è da attribuire all’aumento dei casi di meningococco C registrato in Regione Toscana nel biennio 2015-2016”.