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Tumori: in 20 anni raddoppiati quelli differenziati della tiroide

Negli ultimi 20 anni i tumori differenziati della tiroide (Ctd) sono raddoppiati. Tuttavia, la prognosi è favorevole nella maggior parte dei casi con un tasso di sopravvivenza a 20 anni del 90 per cento. L’80% dei pazienti ha una remissione completa della malattia dopo il primo trattamento e solo tra il 5 e il 20 % sviluppa recidive locali o a distanza. Questi sono alcuni dei dati emerso in occasione del congresso della Società europea di endocrinologia, a Lisbona. Il Ctd è il secondo tipo di tumore per frequenza nelle donne di età inferiore ai 50 anni dopo il carcinoma della mammella ed in entrambi i sessi si registrano oltre 15mila nuovi casi all’anno in Italia, con una frequenza circa 3 volte maggiore nel sesso femminile rispetto a quella maschile. I tumori differenziati comprendono carcinomi papillari e follicolari che originano dalle cellule deputate alla produzione degli ormoni tiroidei. Fortunatamente “il cancro della tiroide non deve fare paura”, ha detto Andrea Giustina, docente all’Università Vita Salute San Raffaele di Milano e presidente eletto della European Society of Endocrinology.