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Obesità infantile: ecco il progetto di prevenzione “Educazione alimentare 2.0”

“Educazione alimentare 2.0” è il progetto pilota di prevenzione dell’obesità infantile e delle carenze nutrizionali che ha coinvolto più di 400 bambini. Dai dati risulta che il 20% dei genitori dei bambini coinvolti nel progetto non possieda le conoscenze sufficiente in tema di educazione alimentare; nei bimbi di età compresa tra i 6 e i 9 anni tra quelli in sovrappeso l’obesità è in crescita, mentre aumenta il numero dei normopeso.

Il progetto di “Prevenzione dell’Obesità infantile e delle carenze nutrizionali: Educazione alimentare 2.0 – Ricerca della salute” è stato sviluppato dall’Università degli Studi di Genova, la Clinica Pediatrica Gaslini in collaborazione con Coop Liguria, con il patrocinio della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU – Liguria), il coinvolgimento del corso di laurea in Dietistica UNIGE e la partecipazione dell’Istituto professionale statale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Marco Polo”; il progetto, presentato questa mattina all’Istituto G.Gaslini di Genova ed è ideato e promosso dal professore Mohamad Magnhie.

La cura dell’obesità risulta fallimentare anche a livello internazionale; l’unica strada efficace per combattere questa grave patologia è la terapia di gruppo educazionale. È da qui che è nata l’idea di dar forma ad un progetto pilota di educazione alimentare rivolto a bambini, genitori e insegnanti che potesse essere al contempo anche un punto di partenza dal quale analizzare lo stato delle loro conoscenze alimentari e quello di salute regionale nel tema dei disturbi alimentari. Il progetto, infatti, ha visto coinvolte le classi prima, seconda e terza primarie di quattro Istituti Comprensivi di Sestri Ponente, Valpolcevera Sturla e Sestri Levante.

Nell’ambito del progetto sono stati valutati 400 bambini in un’età compresa tra 6 e 9 anni, di cui sono stati rilevati peso e statura prima di iniziare i laboratori interattivi di educazione alimentare. Interessanti i dati emersi dai questionari: “Dai dati auxologici analizzati sono risultati sottopeso il 2%, normopeso il 64%, sovrappeso il 15%, mentre la percentuale dei bambini obesi è risultata di 19%, dei quali6% con obesità grave. Il confronto rispetto ai dati estrapolati nell’ambito del sistema di sorveglianza nazionale “OKKIO ALLA SALUTE 2014” evidenzia una percentuale di sovrappeso inferiore al dato nazionale (20,9%); contrariamente il dato di obesità risulta essere superiore dell’10% al dato italiano: quindi i dati rilevati da questo campione ci fanno capire che a Genova una percentuale di soggetti in sovrappeso abbia raggiunto l’obesità, peggiorando la propria condizione nel tempo. Questo significa che i bambini colpiti da obesità stanno aumentando rispetto al dato italiano, il che “potrebbe addirittura anticipare i dati nazionali che usciranno nel mese di maggio” – commenta il professore Mohamad Maghnie, Direttore Clinica Pediatrica Istituto G. Gaslini.
Il progetto di educazione alimentare del Gaslini ha realizzato inoltre la somministrazione preliminare del questionario di Moynihan (versione italiana validata da ANDID Associazione Nazionale dietisti) sulle conoscenze nutrizionali e alimentari agli insegnanti e ai genitori degli alunni coinvolti nel progetto. “Dai questionari sottoposti a genitori e insegnanti è risultato che le conoscenze degli insegnanti sono ottime o buone nel 92% dei casi; ciò è profondamente diverso rispetto a quanto rilevato per i genitori, ove le conoscenze sono state valutate come insufficienti al 20%, con possibili ricadute sullo stato di salute dei loro bambini. “Ciò determina quanto siano importanti progetti di questa entità, perché l’educazione alimentare parte nella quotidianità di casa, all’interno della famiglia” spiega la dott.ssa Cinzia Zucchi, dietista della Clinica Pediatrica Istituto G. Gaslini.

Sono stati formati ben 70 insegnanti e 200 bambini di tutta Liguria, assieme ai propri genitori. A tale numero si aggiunge anche un campione di altri 200 bambini (gruppo di controllo) provenienti dai medesimi Istituti scolastici coinvolti nel progetto, di cui sono stati registrati i dati auxologici (peso e altezza). In questo modo, tutti i bambini saranno monitorati nei prossimi tre anni e, attraverso un confronto dei dati dei due differenti gruppi, sarà possibile valutare l’efficacia dell’azione educativa effettuata.

“Per Coop Liguria – spiega il Direttore Soci e consumatori, Enzo Bertolino – partecipare al progetto Educazione alimentare 2.0 significa onorare l’impegno che la cooperazione di consumatori si è assunta più di 35 anni fa, quando, coerentemente con i propri valori, ha iniziato a proporre alle scuole attività strutturate di educazione al consumo consapevole su temi quali corretta alimentazione, tutela dell’ambiente, cooperazione, legalità. Oggi, queste attività coinvolgono ogni anno più di 200 mila bambini e ragazzi in tutta Italia (di cui 14 mila in Liguria) e contribuiscono a crescere cittadini più critici, responsabili e informati”.

Quattro sono stati gli incontri ludico-conoscitivi programmati per le rispettive classi scolastiche con lo scopo di introdurre ai bambini il messaggio dell’importanza di una corretta prima colazione e il concetto di equilibrio nell’organizzazione della giornata alimentare (distribuzione dei pasti). Le lezioni e i laboratori, a cura di Cinzia Zucchi, dietista del Gaslini e dell’Università di Genova, Giulietta Spadafora, dietista del Centro di Orientamento ai Consumi Coop Liguria e la pediatra endocrinologa Annalisa Calcagno dell’Ospedale Gaslini, sono partiti a gennaio e sono stati preceduti da due incontri preliminari rivolti sia ai genitori degli alunni coinvolti, sia agli insegnanti, con la somministrazione di un questionario sulle conoscenze alimentari per analizzare comportamenti e abitudini alimentari familiari.
Nel primo incontro “Fai colazione ed entra in azione” i bambini hanno costruito il vassoio della prima colazione; nel secondo laboratorio, “Cosa metto nel cestino per la prima colazione?” gli alunni, dopo una lezione teorica su come leggere le etichette dei prodotti alimentari e con le indicazioni per scegliere al meglio gli ingredienti di una prima colazione ideale, hanno potuto sperimentare anche a livello pratico nel supermercato le nozioni imparate simulando la spesa. Nel terzo incontro, il laboratorio di cucina “Vieni a far colazione da me” i bambini hanno potuto preparare una colazione gustosa e sana mettendo le mani in pasta; spiedini di frutta e “biscotti aranciotti” sono alcune delle ricette sperimentate. Infine durante il quarto incontro “1000 mondi e 1000 modi di fare colazione”, i bambini potranno mettere in pratica tutti gli insegnamenti appresi costruendo il vassoio della colazione corretta ed equilibrata, scoprendo che non esiste una colazione perfetta, ma mille modi di scegliere e abbinare gli alimenti.

Il progetto ha visto la partecipazione anche del MIUR, perché per i docenti questi incontri hanno avuto valenza di formazione professionale, dando diritto a crediti riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione.

I dati sull’obesità infantile sono allarmanti: negli ultimi decenni lo sviluppo socio-economico che ha caratterizzato le società occidentali ne ha completamente modificato lo stile di vita e le abitudini alimentari. Negli ultimi anni infatti, l’incidenza dell’obesità infantile è aumentata in molti Paesi. Secondo uno studio della “International Obesity Task Force”, circa il 4% di tutti i bambini d’Europa risulta affetto da obesità, e la dimensione del problema negli Stati Uniti è pressoché doppia rispetto all’Europa.

Fondamentali sono politiche ed interventi mirati, volti a migliorare lo stile di vita, intervenendo anche sui comportamenti alimentari. Il target privilegiato per percorsi preventivi è costituito da bambini ed adolescenti che, come si evince dai dati emersi dallo studio “Okkio alla Salute 2014”, promosso dal Ministero della Salute, in Italia risultano essere per il 20.9% in sovrappeso e per il 9.8%  obesi. Inoltre l’Italia, con i dati di “Okkio alla salute”, ha partecipato all’iniziativa della regione europea dell’OMS denominata “COSI – Childhood Obesity Surveillance Initiative”.

A livello internazionale è ormai riconosciuto che il sovrappeso e l’obesità costituiscano un fattore di rischio per l’insorgenza di patologie cronico-degenerative, rappresentando una sfida prioritaria di sanità pubblica per implicazioni dirette sulla salute del bambino e sul futuro benessere in età adulta prevenendo diabete, complicanze cardiovascolari, ipertensione, dislipidemie, statosi epatica non alcoolica (NAFLD), problematiche scheletriche, osteoporosi e alterazioni respiratorie.