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Tiroide:Umbria all’avanguardia iniziative pro-consumo sale iodato

La carenza di iodio e’ un problema di portata mondiale che l’Organizzazione mondiale della sanita’ “fame nascosta”, in quanto non si rende manifesta in alcun modo arrivando a creare danni talvolta irreparabili legati allo sviluppo delle patologie della tiroide (iper o ipotiroidismo, gozzo tiroideo). Per gli esperti, la soluzione al problema sarebbe relativamente semplice e consiste nella sostituzione del sale comune ad esclusivo favore del sale iodato, cioe’ sale fortificato con 30mg di iodio per chilo che ha una differenza di prezzo insignificante (pochissimi centesimi) e nessuna differenza di gusto rispetto al sale comune. In altre parole, in Italia basterebbe applicare compiutamente una legge nazionale sul sale destinato al consumo diretto che gia’ esiste dal 2005 e che contribuirebbe all’eradicazione delle malattie da carenza di iodio. E’ proprio in tema di iodioprofilassi che l’Umbria si conferma all’avanguardia, in particolare nel distretto Alto Chiascio della USL Umbria 1, dove – dimostrata la presenza di una endemia gozzigena grazie ad uno studio pilota condotto su studenti tra gli 11 e i 14 anni – dalla meta’ degli anni ’90 e’ stata avviata una intensa e pluriennale campagna di iodioprofilassi finalizzata ad incrementare il consumo di sale iodato. La campagna, nata dalla collaborazione tra USL Umbria 1, Universita’ di Perugia, Comuni del comprensorio, istituti scolastici, associazioni di volontariato e Grande distribuzione, si e’ rivelata estremamente efficace, raggiungendo e, in alcune aree, stabilizzando fino al 90 per cento le vendite di sale iodato, che sul territorio nazionale si attestavano al 55 per cento nel 2013. (