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Il Gaslini contro il neuroblastoma

Potenziare la medicina personalizzata nella lotta al neuroblastoma, in cui la terapia si basa sulla valutazione molecolare del piu’ frequente tumore solido pediatrico e sui farmaci disponibili. E’ questo il metodo di lavoro su cui punta la task force italiana della lotta al neuroblastoma, riunita oggi a Genova per la prima volta a livello nazionale per il convegno NeurIta (Neuroblastoma Italia). Protagonisti 50 tra biologi e ricercatori che si dedicano allo studio del piu’ frequente tumore solido dell’infanzia. In regia l’istituto Gaslini di Genova, centro di eccellenza nazionale per la diagnosi e la cura della forma tumorale che attacca le cellule del sistema nervoso. Coinvolti istituti nazionali per la ricerca oncologica pediatrica: oltre al “Gaslini”, San Martino-Ist di Genova, Int di Milano, Bambin Gesu’ e Enea di Roma, Citta’ della Speranza di Padova, Ceinge di Napoli, Cibio di Trento, Universita’ di Genova, Brescia, Catania, Ferrara, Torino e Roma. Il neuroblastoma ogni anno in Italia colpisce circa 150 bambini ed e’ la prima causa di morte per malattia in eta’ prescolare, dopo le leucemie. Fondamentale la Biobanca Integrata Tessuto-genomica (BIT) del “Gaslini”, dove non si raccolgono solo tessuti, ma anche le informazioni cliniche, sperimentali e biomolecolari. “Puntiamo sulla medicina personalizzata, la medicina del futuro – afferma Luigi Varesio, direttore del laboratorio di biologia molecolare del “Gaslini”, promotore del convegno assieme a Massimo Conte, pediatra oncologo del “Gaslini” – Mettiamo insieme il lavoro di biologi molecolari, farmacologi, informatici per creare un modello efficiente utile agli oncologi per tracciare il percorso e la terapia piu’ appropriata per ogni paziente, utilizzando al meglio i farmaci oggi esistenti”. Varesio sottolinea: “Per il neuroblastoma e’ piu’ difficile che le ditte farmaceutiche mettano a disposizione nuovi farmaci, rispetto a tumori come quelli alla mammella e alla prostata: i numeri sono nettamente inferiori ed e’ piu’ difficile fare studi su bambini”.