dentista

Legionella, no casi odontoiatrici in Europa nel 2013

I casi di legionella negli studi odontoiatrici? Sono un fenomeno ”residuale”. In Europa nel 2013 sono stati registrati circa 5100 casi di legionellosi, di cui solo il 7-8% in ambito sanitario e mai legati all’attivita’ odontoiatrica. A sottolinearlo e’ l’Ordine dei medici (Omceo) di Torino in una conferenza stampa, dopo la notizia di tre odontoiatri indagati perche’ nei loro studi e’ stata rilevata la presenza del batterio della legionella. A tal fine le associazioni di categoria, di Torino e provincia, hanno istituito un gruppo di studio che fa capo all’Omceo di Torino, per analizzare il problema e capire se c’e’ un rischio effettivo per la salute dei cittadini e degli operatori sanitari. ”Il nostro obiettivo – ha precisato il presidente della Commissione albo odontoiatri (Cao) di Torino, Gianluigi D’Agostino – non e’ sottrarsi ai diversi tipi di controllo e alle dovute cautele, ma avere riferimenti precisi per strutturare il ‘Documento Valutazione Rischi’, sulla base di pericoli effettivi e sapendo a quali standard operativi ci si deve sottoporre”. In ogni caso, ricorda Giuseppe Renzo, presidente della Cao nazionale, ”e’ stato istituito un tavolo del Ministero della Salute che sta elaborando un documento, che sara’ presto reso noto, che contiene le procedure di sicurezza per evitare la diffusione di potenziali agenti patogeni negli studi odontoiatrici. Si tratta di misure di base, di pratiche di corretto uso dei presidi, come la pulizia dei condotti idrici, i prodotti da usare per la sterilizzazione, o lo spruzzo di acqua e aria sugli attrezzi prima di iniziare l’attivita”’. Quello della legionella comunque, conclude Renzo, ”e’ un problema residuale, come dimostrano i dati e i controlli andrebbero fatti non solo nelle strutture private, ma anche in quelle pubbliche”.